Economia e analisi

Il tracollo di Alfio Bardolla al gusto di caffè

Alfio Bardolla insegna (a caro prezzo) a diventare ricchi. Ma quando si tratta di togliere il maglione arancione e mettersi la divisa da imprenditore la musica cambia.

Nonostante lo sbandierato ottimismo, la sua Arnold Coffee (un clone di Starbucks) non è mai decollata, e nel 2018 sono arrivati i guai.

Nel 2013 il bilancio si era chiuso in perdita per 340.000€. Inoltre, dopo un piccolo utile nel 2014 (8.700€), nel 2015 è arrivato un altro risultato negativo.

Il 2016 non è andato meglio: solo il 21 marzo 2018 si è scoperto, nel corso dell’assemblea dei soci, che la American Coffee (proprietaria del marchio Arnold Coffee) ha chiuso il 2016 con una perdita di circa 21.000€.

Secondo il settimanale L’Espresso, decine di soci avrebbero perso la totalità del loro investimento.

Alfio Bardolla: i suoi libri non fanno impresa

A maggio 2018 il deficit aveva già raggiunto 500.000€ con debiti per 4,5 milioni€.

Sempre secondo L’Espresso, Alfio Bardolla (che controlla il 60% del capitale di American Coffe) ha dichiarato la propria disponibilità a coprire le perdite evitando così il fallimento.

Il socio di maggioranza, però, non pagherà casg.

L’autore di manuali di successo vuol far fronte al buco di American Coffee conferendo alla società in crisi circa 145.000 azioni dell’Alfio Bardolla Training Group, che dall’anno scorso è trattato in Borsa sul listino Aim.

A inizio anno i titoli quotavano 6,8€, ora viaggiano intorno ai 3,8€.  Bardolla però vorrebbe girarli all’American Coffee a un prezzo di 5,78€: oltre il 50% in più del prezzo corrente.

L’impresa non è per tutti…

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