Economia e analisi

Alessandro Borghese e Asti DOCG: perché?

Alessandro Borghese e Asti Docg

Alessandro Borghese e Asti DOCG: il matrimonio si è consumato.

Partiamo dalla cronaca: il Consorzio dell’Asti e Moscato d’Asti DOCG inaugura un nuovo corso in comunicazione insieme ad Hub09 (partner già da molti anni del Consorzio).

Si parte da uno spot tv, al via da domenica e che vede protagonista lo chef Alessandro Borghese, accompagnato da una pianificazione sui principali quotidiani italiani e una forte presenza social e digital, tutte attività gestite direttamente dall’agenzia.

Borghese sarà al centro anche di altre attività di comunicazione.

“Presto l’Asti e il Moscato d’Asti DOCG saranno anche protagonisti di una serie di puntate tematiche della trasmissione Kitchen Sound che Alessandro conduce sui canali Sky. Lo chef presenterà segreti e ricette del territorio piemontese, portando nelle case italiane il profumo di questa terra unica e patrimonio dell’Unesco all’insegna del Rural Glam, il posizionamento di marketing che abbiamo ideato per la denominazione” ha commentato Maurizio Cisi, direttore generale di Hub09.

E’ prevista anche la produzione di un format social/digital che vedrà lo chef impegnato in un viaggio a puntate nelle terre dell’Asti e Moscato d’Asti DOCG.

Alessandro Borghese e Asti Docg: quale Rural Glam?

Difficile giudicare una scelta senza il brief del cliente.

Alessandro Borghese è sicuramente un personaggio popolare, sfiora il milione di like sulla sua pagina Facebook e i 2 milioni di followers sul suo profilo Instagram.

Proprio la sua popolarità televisiva e social l’ha portato ad essere testimonial, negli ultimi anni, di due marchi di fascia popolare: i supermercati ALDI e la birra crafty Leffe.

Un testimonial dunque già inflazionato, che passa da cucinare per ALDI (in giro per l’Italia) a cucinare per l’Asti DOCG.

Nel 2017, la stessa Hub09 spiegava Rural Glam così: “concept strategico per il nuovo storytelling in chiave fashion del profumo, dell’uva moscato e della terra patrimonio dell’Unesco”.

Ma perché allora la scelta di un Ambassador/testimonial sicuramente popolare e simpatico ma lontanissimo dalla dimensione glam e anche rural?

Alessandro Borghese: perché sì

D’altra parte in questo periodo di forte crisi, un budget di 4,5 milioni€ devono essere spesi per avere risultati sicuri e ritorni immediati.

Un personaggio popolare, di fronte ad una pianificazione media adeguata, può rappresentare un ritorno immediato sull’investimento.

Mai come ora, di fronte anche ad una raccolta firma per bloccare i contributi di promozione, la comunicazione mediatica deve produrre risultati immediati, soprattutto nello scaffale del supermercato (magari ALDI :)).

Il pericolo, però, rimane sempre quello.

Relegare il marchio al primo prezzo, non tanto distante dalle offerte panettone+spumante che ha devastato la percezione Moscato d’Asti e Asti Spumante negli anni passati.


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