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Albergian: 10 anni di Eataly come fornitori

Giacomo Tillino è l’erede della tradizione Albergian, storico marchio piemontese. La loro gamma prodotti è ormai profonda (dalle confetture agli antipasti, dai liquori alle caramelle) e fin dall’inizio dell’avventura Eataly sono loro fornitori. In occasione dei 10 anni di attività del marchio di Oscar Farinetti abbiamo chiesto a Giacomo un suo punto di vista.

Quando è iniziata la collaborazione fra Albergian e Eataly?

Nell’inverno 2005 sono stato convocato a Bra presso la sede di Slow Food, con la quale abbiamo collaborato fin dagli esordi, perchè un allora poco conosciuto Oscar Farinetti (supportato da Carlin Petrini) voleva raccontare ai produttori d’eccellenza la sua idea che avrebbe preso forma a Torino nei locali della ex Carpano.

Il “famoso” disegno che viene esposto agli ingressi degli Eataly è nato li con Oscar che raccontava e disegnava tra lo stupore dei presenti. Ci siamo lasciati dicendo che chi pensava fosse una buona idea poteva proporre quelle che riteneva essere le proprie migliori specialità. Tornato a casa ho sfidato un pò di scetticismo tipico piemontese e ho proposto un importante assortimento, che ci rappresentasse al meglio, e che supportasse quella che mi sembrava essere una grande occasione.
Siamo stati scelti con 17 referenze, un record credo ancora imbattuto per singolo fornitore, ma soprattutto all’inaugurazione di Torino ci siamo trovati una testata tutta dedicata a noi a fianco di Pastiglie Leone e Caffarel come testimonial di Torino…immagina la sorpresa! Da li è partito tutto.

Cosa è cambiato nel percepito di Albergian dopo la presenza in Eataly?

Molto, in tutti i sensi. Per il cliente innanzitutto perchè, essendo un punto di riferimento per il settore, la visibilità che dà Eataly è incredibile. Poi diventa quasi un marchio di qualità, sei hai i prodotti da Eataly da protagonista vieni considerato di un gradino superiore. Certo, la fiducia va conquistata e soprattutto non bisogna dimenticare gli altri canali di vendita cercando sempre di trovare il giusto bilanciamento.
Ma il cambiamento è anche interno perchè lavorare con un gruppo così dinamico e in continua evoluzione richiede attenzione, precisione e competenza. Sono molto felice della crescita che abbiamo avuto in termini organizzativi e di come i miei collaboratori hanno accettato la sfida di lavorare in modo nuovo affrontando delle tematiche che fino al 2005 ci avevano solo sfiorato.

Cosa vuol dire per un marchio storico e piemontese girare il mondo con Eataly?

Vuol dire molto perchè ti da visibilità, ti consente di raccontare la tua storia, far conoscere i tuoi valori e far capire che sei rimasto te stesso ma hai saputo cambiare giacca per sederti al tavolo di quelli che contano davvero. Da imprenditore la soddisfazione di vedere i miei prodotti, frutto del lavoro di tante persone e più generazioni, presentati nei migliori negozi del mondo fianco a fianco con marchi simbolo del made in Italy e aziende che hanno fatto la storia del nostro paese non ha prezzo e ripaga di tutti gli sforzi fatti.
Si perchè, per contro, l’impegno richiesto è massimo e per realtà come la nostra vuol dire spendersi in prima persona: raccontare e raccontare, approfondire, macinare km, prendere aerei, creare collaborazioni. Ma sono assolutamente convinto che sia la strada giusta, come ripete sempre Oscar “andiamo avanti così! tra pochissimi anni saremo il paese più figo del mondo”.

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