Interviste

RISO ACQUERELLO – PARLA PIERO RONDOLINO

Abbiamo incontrato Piero Rondolino al TASTE di Firenze e lo abbiamo intervistato.
Cosa vuol dire oggi essere un’azienda familiare di eccellenza in un mercato globale?
Un’azienda familiare, soprattutto se costituita da componenti di formazione tecnica e culturale diversa, ben coordinati tra loro ha una marcia in più per raggiungere l’eccellenza, in particolare nel mercato globale. 
Mi spiego meglio: per raggiungere l’eccellenza oggi è necessario essere eccellenti in diverse cose perché il consumatore è attento a tutti i diversi aspetti del prodotto-azienda ad esempio, nella cultura di base, nella capacità di produrre, di costruirne l’immagine, nella comunicazione, nella vendita e non ultima nella gestione. L’eccellenza oggi è l’insieme di tutte queste cose e il mercato globale non perdona.
Cosa vi differenzia rispetto alla concorrenza diretta?

A noi non è mai piaciuta la guerra generata dalla concorrenza, siamo pacifisti; non è facile di questi tempi. Bisogna aver studiato cosa fanno tutti gli altri e fare delle cose completamente diverse.

Ecco le cose che ci differenziano, ma solo le principali, partendo da quelle più evidenti:
– La confezione in lattina;
– il marchio Acquerello ben riconoscibile;
– l’immagine;
– i riconoscimenti dei grandi cuochi e delle persone più semplici.

Ma, alla base di questo, c’è la tecnologia di lavorazione unica nel suo insieme irripetibile mix di antico e moderno. 
Ne risulta quindi un riso inimitabile perché il più buono, il più facile, il più salutare.

Com’è percepito il riso italiano nel mondo? 
Il riso italiano nel mondo è percepito come il migliore per un piatto – il risotto – che è universalmente riconosciuto come il piatto tipico della cucina italiana; infatti risotto è sinonimo di riso italiano. Questo è un limite, magari non tanto piccolo ma comunque un limite, una semplificazione che alla lunga si potrebbe pagare perché il risotto come è presentato dagli chef in tv (ecc. ecc.) è una cosa che un po’ spaventa la gente.  Certi risi italiani possono essere adatti ai piatti più disparati delle diverse cucine del mondo. Un esempio per tutti: in Spagna il nostro riso Acquerello è venduto all’85% per il loro piatto popolare: la paella.
Diteci alcune aziende concorrenti che ammirate come lavoro e perchè?
Ammiro le aziende familiari che mi sembra (forse…) siano riuscite a raggiungere i loro obiettivi in un tempo più rapido di noi. Il tempo è un giudice severo. Con tutti gli interrogativi di cui sopra, oserei dire i nomi di Cascina Belvedere di Bianzè, Agricola Lodigiana di Ronsecco e Riseria Greppi di Tronzano Vercellese. Le ammiro perchè hanno una certa differenziazione nei prodotti rispetto alla massa.

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